Future contingents and the assertion problem

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dc.contributor.advisor Perissinotto, Luigi it_IT
dc.contributor.author Santelli, Alessio <1985> it_IT
dc.date.accessioned 2016-12-12 it_IT
dc.date.accessioned 2017-05-22T06:02:41Z
dc.date.issued 2017-03-23 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/10306
dc.description.abstract Il presente lavoro tratta del problema dei futuri contingenti. Più specificatamente, si concentra sul fenomeno dell’asserzione di enunciati futuri contingenti all'interno di un contesto che si suppone essere indeterministico. Tale problema può essere visto come il risultato di due assunzioni. La prima è che, a causa dell’indetermismo, gli enunciati futuri contingenti non sono né veri né falsi. L’idea sottostante è che, se tali eunciati avessero un valore di verità, ogni accadimento futuro sarebbe inevitabile. Quest’ultima intuizione può essere fatta risalire ad Aristotele (De Interpretazione, Ch. 9). La seconda assunzione, invece, è che, essendo privi di valore di verità, gli enunciati futuri contingenti non sembrano correttamente asseribili. Tuttavia, siccome comunemente e frequentemente asseriamo enunciati futuri contingenti, sembra che qualsiasi teoria che affronti il problema dei futuri contingenti debba necessariamente rendere conto di questa apparente contraddizione. A tal fine, sono state avanzate almeno due strategie. La prima consiste nel sostenere che, sebbene non siano né veri né falsi, i futuri contingenti sono razionalmente asseribili. La seconda, invece, consiste nel negare tout-court la posizione aristotelica e quindi nel sostenere che i futuri contingenti sono veri o falsi senza che questo conduca ad accettare il determinismo. Secondo un’ipotesi molto accreditata, il modo migliore per rendere conto dell'intuizione aristotelica consiste nell’assumere che la contingenza del futuro debba essere rappresentata per mezzo di un modello ad albero in cui ad un unico passato ritenuto immutabile (rappresentato dal tronco), si contrappongono infinti futuri possibili (rappresentati dai rami). Ogni ramo rappresenta un possibile corso futuro di eventi e, dato l’indeterminismo, nessuno stato di cose presente può determinare quale ramo sarà il “nostro” ramo, cioè il futuro che di fatto si verificherà. Le teorie che condividono un tale approccio sono perciò chiamate Branching-time theories. A queste teorie appartengono, tra le altre, la semantica supervaluationista di Thomason (1970), la double-time reference semantics di Belnap (1994, 2001) e la semantica relativista di MacFarlane (2003, 2014). Il presente lavoro esamina le soluzioni che tali teorie hanno avanzato per risolvere il problema dell’asserzione e conclude che nessuna di esse è in grado di redere conto in maniera soddisfacente di come sia possibile asserire enunciati futuri contingenti. Per raggiungere tale conclusione, la tesi si divide in cinque capitoli. Nel primo capitolo, dopo aver introdotto il problema dei futuri contingenti, mostro come le tre teorie menzionate formalizzano l'intuizione aristotelica secondo cui i futuri contingenti non sono né veri né falsi. Nel secondo capitolo, presento un argomento per cui i futuri contingenti non sono correttamente asseribili e considero come Thomason potrebbe rispondere ad esso. Nel terzo capitolo illustro la teoria di Belnap e ne sottolineo i limiti, mentre nel quarto critico alcuni aspetti della proposta di MacFarlane. Infine, nel quinto capitolo sostengo che la ragione del loro fallimento risiede proprio nell’assunzione che rende tali teori semanticamente attraenti, vale a dire che a causa dell’inesistenza di un futuro privilegiato (o attuale) i futuri contingenti non possono essere veri o falsi al momento del loro proferimento. Come provo a dimostrare, tale assunzione è meno solida di quanto si creda dal momento che forza ad accettare principi meno plausibili di quelle che i teorici del branching solitamente rifiutano. Stando così le cose, concludo che al fine di dissolvere il problema dell’asserzione per i futuri contingenti è necessario rifiutare la tesi per cui i futuri contingenti non sono né veri né falsi. it_IT
dc.language.iso en it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Alessio Santelli, 2017 it_IT
dc.title Future contingents and the assertion problem it_IT
dc.title.alternative it_IT
dc.type Doctoral Thesis it_IT
dc.degree.name Filosofia e scienze della formazione it_IT
dc.degree.level Dottorato di ricerca it_IT
dc.degree.grantor Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali it_IT
dc.description.academicyear 2015/2016, sessione 29° ciclo it_IT
dc.description.cycle 29 it_IT
dc.degree.coordinator Scribano, Maria Emanuela it_IT
dc.location.shelfmark D001743 it_IT
dc.location Venezia, Archivio Università Ca' Foscari, Tesi Dottorato it_IT
dc.rights.accessrights openAccess it_IT
dc.thesis.matricno 956068 it_IT
dc.format.pagenumber 92 p. it_IT
dc.subject.miur M-FIL/05 FILOSOFIA E TEORIA DEI LINGUAGGI it_IT
dc.description.note it_IT
dc.degree.discipline it_IT
dc.contributor.co-advisor it_IT
dc.provenance.upload Alessio Santelli (956068@stud.unive.it), 2016-12-12 it_IT
dc.provenance.plagiarycheck Luigi Perissinotto (lperissi@unive.it), 2017-01-19 it_IT


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