La consulenza finanziaria: regolametazione e analisi del rapporto di fiducia tra investitore e consulente

DSpace/Manakin Repository

Show simple item record

dc.contributor.advisor Gardenal, Gloria it_IT
dc.contributor.author Cattai, Chiara <1990> it_IT
dc.date.accessioned 2016-06-15 it_IT
dc.date.accessioned 2016-10-07T07:52:45Z
dc.date.available 2017-07-03T13:56:02Z
dc.date.issued 2016-06-29 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/8522
dc.description.abstract Lo scopo di questo elaborato è quello di studiare il fenomeno della consulenza finanziaria, che può creare un importante valore aggiunto per i risparmiatori in quanto consente alla clientela meno esperta di conseguire risultati positivi di reddito, di evitare errori comportamentali e di ridurre rischi di portafoglio non coerenti con le aspettative di rendimento. Nel primo capitolo si prende in considerazione il quadro normativo disciplinante la prestazione dell’attività di consulenza, che viene delineato dalla direttiva Mifid, Market in Financial Instruments Directive. Il recepimento di quest’ultima nell’ordinamento nazionale ha elevato l’attività di consulenza in materia di investimenti a servizio finanziario riservato a soggetti autorizzati. Al fine di assicurare la qualità del servizio prestato, il consulente deve avviare un processo che prevede l’acquisizione di informazioni in merito al grado di conoscenza in materia finanziaria, agli obiettivi di investimento e alla propensione al rischio del cliente. Inoltre, le raccomandazioni sugli strumenti finanziari che vengono fornite alla clientela, non devono essere condizionati o distorti da conflitti di interesse, da agevolazioni o incentivi a favore del consulente che potrebbero mettere a rischio il dovere di agire in modo onesto, equo e professionale, per servire al meglio gli interessi dei clienti. Per quanto riguarda il secondo capitolo, l’attenzione è posta sui modelli organizzativi e di servizio che possono essere adottati all’interno e all’esterno delle banche per erogare un servizio di consulenza. Infine nel terzo capitolo viene analizzato il quadro di riferimento generale considerando l’approccio agli investimenti delle famiglie italiane e la diffusione del servizio di consulenza, passando poi all’analisi dei risultati ottenuti dalla somministrazione ad un campione di individui di un questionario, al fine di comprendere come viene costruita la fiducia nel rapporto con il consulente. it_IT
dc.language.iso it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Chiara Cattai, 2016 it_IT
dc.title La consulenza finanziaria: regolametazione e analisi del rapporto di fiducia tra investitore e consulente it_IT
dc.title.alternative it_IT
dc.type Bachelor Thesis it_IT
dc.degree.name Economia e finanza - economics and finance it_IT
dc.degree.level Laurea magistrale it_IT
dc.degree.grantor Dipartimento di Economia it_IT
dc.description.academicyear 2015/2016, sessione estiva it_IT
dc.rights.accessrights embargoedAccess it_IT
dc.thesis.matricno 828564 it_IT
dc.subject.miur it_IT
dc.description.note it_IT
dc.degree.discipline it_IT
dc.contributor.co-advisor it_IT
dc.provenance.upload Chiara Cattai (828564@stud.unive.it), 2016-06-15 it_IT
dc.provenance.plagiarycheck Gloria Gardenal (ggardenal@unive.it), 2016-06-27 it_IT


Files in this item

This item appears in the following Collection(s)

Show simple item record