Arte a Venezia: 1938-1948: fermenti e segnali di rinnovamento

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dc.contributor.advisor Dal Canton, Giuseppina it_IT
dc.contributor.author Bianchi, Giovanni <1965> it_IT
dc.date.accessioned 2010-03-08T08:11:34Z it_IT
dc.date.accessioned 2012-07-30T07:16:24Z
dc.date.available 2010-03-08T08:11:34Z it_IT
dc.date.available 2012-07-30T07:16:24Z
dc.date.issued 2004-03-11 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/723 it_IT
dc.description.abstract È opinione diffusa considerare la fine degli anni trenta e i primi anni quaranta come un periodo di stasi per la storia artistica della città di Venezia; il rinnovamento infatti sarebbe cominciato soltanto nell'estate del 1945. Il lavoro qui svolto si propone di evidenziare come fermenti e segnali di rinnovamento attraversino il periodo di transizione tra gli anni trenta e gli anni quaranta dando vita a quell'aggiornamento culturale e artistico della città, che è premessa e condizione essenziale per iniziare un processo di reale trasformazione. Con quest'ottica l'obiettivo che ci siamo posti è quello di portare un contributo alla ricostruzione del sistema delle arti figurative a Venezia, tra il 1938 e il 1948; utilizzando una ricca serie di fonti di documentazione, alcune delle quali fin'ora non esplorate, e concentrando l'attenzione su alcuni temi particolari, prima non analizzati sistematicamente. Il periodo preso in considerazione (1938-1948) è stato suddiviso in tre sottoperiodi che individuano i tre capitoli della tesi: 1938 - 1939 / 1940 - 1944 / 1945 - 1948. La linea che è stata seguita nell'ordinamento del lavoro è quella di documentare l'attività e l'organizzazione dei luoghi espositivi che vengono offerti agli artisti nella città di Venezia. Vengono pertanto analizzati: le Botteghe d'Arte (1938-1948), la galleria Arcobaleno (1938-1939), la galleria Ongania (1940-1948), la galleria del Cavallino ( inaugurata nel 1942), la Piccola Galleria (1944-1947), la Galleria Venezia - Sandri (inaugurata nel 1945), ed altri spazi espositivi di minore importanza come la galleria Barozzi, la Galleria San Marco e la galleria dell'Ordine della Valigia. Nel ripercorrere le vicende di questi spazi espositivi si è cercato di far parlare il più possibile le voci dei critici dell'epoca: da Giuseppe Marchiori a Diego Valeri, da Anton Giulio Ambrosini a Berto Morucchio, da Luigi Ferrante a Gastone Breddo, da Teo Gianniotti a Silvio Branzi. Vi sono in più alcuni argomenti che esulano da questo preciso indirizzo di ricerca; questi riguardano la collezione Cardazzo e le edizioni del Cavallino, la Mostra di pittura francese contemporanea, il Premio Burano, l'associazione dell'Arco e la Scuola Libera di Arti Plastiche. Ogni capitolo è concluso da una cronologia delle attività artistiche veneziane desunta dallo spoglio sistematico della stampa periodica: della "Gazzetta di Venezia" (1938- 1940), de "Il Gazzettino" (1941-1948), de "Il Mattino del Popolo" (1947-1948). Questa permette di ripercorrere mese per mese le vicende artistiche più rilevanti che hanno interessato la città lagunare. Nel suo complesso la tesi ha richiesto un impegnativo lavoro di documentazione e di ricerca che ha comportato il recupero di testi a stampa di difficile reperimento (come i bollettini della galleria Arcobaleno o quelli della Piccola Galleria, o i cataloghi della Galleria Venezia-Sandri), di articoli pubblicati su periodici poco consultati (come "Problemi", "Veneto Liberale", "La Voce del Popolo", "II Giornale delle Venezie"), la frequentazione di archivi ordinati (Archivio Marchiori a Lendinara, l'Archivio Storico del Comune di Venezia, Archivio della Galleria del Cavallino a Venezia), ma anche ricerche tra le carte e i documenti raccolti dagli artisti stessi o salvati dai loro eredi (Archivio Anton Giulio Ambrosini, Archivio Mario Deluigi, Archivio Feruccio Bortoluzzi, Archivio Arnaldo Momo, Archivio Umberto Morucchio, Archivio Gigi De Giudici), ed infine il ricorso ad interviste dirette a protagonisti di quelle vicende. The years spanning the late Thirties and early Forties are commonly considered a period of inactivity in the artistic history of the city of Venice; indeed, resurgence would begin only in the summer of 1945. The aim of this project is to illustrate how ferment and signs of renewal traverse the transition period between the Thirties and Forties, bringing about the city's cultural and artistic renewal that is the premise and essential condition for a process of any real transformation. Among the objectives of this assignment is that of contributing to a reconstruction of the figurative arts in Venice between 1938 and 1948, using an extensive range of sources of documentation, some of which have never before been investigated, and focussing on certain specific themes not yet systematically analysed. The period examined (1938-1948) has been divided into three periods that correspond to the three chapters of the thesis: 1938-1939; 1940-1944; 1945-1948. The approach followed in structuring the work is that of documenting the activity and organisation of the exposition sites available to artists in the city of Venice. Thus, the following places are analysed: the Botteghe d'Arte (1938-1948), the Galleria Arcobaleno (1938-19939), the Galleria Ongania (1940-1948), the Galleria del Cavallino (opened in 1942), the Piccola Galleria (1944-1947), the Galleria Venezia-Sandri (opened in 1945), and other exposition spaces of lesser importance such as the Galleria Barozzi, the Galleria San Marco and the Ordine della Valigia gallery. In following the history of these spaces, considerable attention has been given to the words of the critics of the period: Giuseppe Marchiori, Diego Valeri, Anton Giulio Ambrosini, Berto Morucchio, Luigi Ferrante, Gastone Breddo, Teo Gianniotti, Silvio Branzi. There are in addition certain themes that fall outside this specific line of research. These include the Cardazzo collection and the Cavallino editions, the exhibition of contemporary French painting, the Burano Prize, the Arco Association and the Scuola Libera di Arti Plastiche. Each chapter concludes with a chronology of the Venetian artistic activity derived from the systematic examination of the newspapers of the time: from the Gazzetta di Venezia (1938-1940), // Gazzettino (1941-1948) and // Mattino del Popolo (1947-1948). This has permitted a month-by-month coverage of the most important artistic events that took place in the city. The thesis has required an exhaustive work of documentation and research that has led to the recovery of printed texts for which access is difficult (such as the bulletins of the Galleria Arcobaleno or those of the Galleria Piccola, or the catalogues of the Galleria Venezia-Sandri), articles published in rarely-consulted periodicals (such as Problemi, Veneto Liberale, La Voce del Popolo, II Giornale delle Venezie), research in ordered archives (Archivio Marchiori in Lendinara, the Archivio Storico of the Municipality of Venice, the archive of the Galleria del Cavallino in Venice). The work has, moreover, also involved the study of the papers and documents collected by the artists themselves or saved by their heirs (the archives of Anton Giulio Ambrosini, Mario Deluigi, Ferruccio Bortoluzzi, Arnaldo Momo, Umberto Morucchio, Gigi De Giudici), as well as the use of interviews with the people who played a leading role in these events. it_IT
dc.format.medium Tesi cartacea it_IT
dc.language.iso it it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Giovanni Bianchi, 2004 it_IT
dc.title Arte a Venezia: 1938-1948: fermenti e segnali di rinnovamento it_IT
dc.type Doctoral Thesis it_IT
dc.degree.name Storia dell'arte it_IT
dc.degree.level Dottorato di ricerca it_IT
dc.degree.grantor Facoltà di Lettere e filosofia it_IT
dc.description.academicyear 2002/2003 it_IT
dc.description.cycle 2 n.s. (16) it_IT
dc.degree.coordinator Fontana, Vincenzo it_IT
dc.location.shelfmark D000244 it_IT
dc.location Venezia, Archivio Università Ca' Foscari, Tesi Dottorato it_IT
dc.rights.accessrights Accesso locale (tesi cartacea) it_IT
dc.thesis.matricno T00137 it_IT
dc.format.pagenumber 2 v. it_IT


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