Le donne nelle religioni giapponesi medievali: purezza e impurità

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dc.contributor.advisor Rivadossi, Silvia it_IT
dc.contributor.author Penucchini, Alice <1996> it_IT
dc.date.accessioned 2023-10-02 it_IT
dc.date.accessioned 2024-02-21T12:15:53Z
dc.date.available 2024-02-21T12:15:53Z
dc.date.issued 2023-10-30 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/25117
dc.description.abstract Nel 1911 Hiratsuka Raichō scrive che, in tempi antichi, “le donne giapponesi erano più potenti, ma con il passare delle epoche hanno perso la propria indipendenza”: in particolare, possiamo individuare il punto di svolta nel Medioevo. Caratterizzato dal paradigma dello honji suijaku che vede il sincretismo di culto dei kami e buddhismo, è un periodo in cui i matrimoni e i diritti ereditari femminili subiscono numerosi cambiamenti; al contempo si diffondono in Giappone concetti confuciani riguardanti le donne, quali quello delle “Tre obbedienze” e dei “Cinque ostacoli”. All’interno del culto dei kami si fa inoltre largo il tabù di kegare o “impurità” strettamente associato a quel sangue che è “femminile” per definizione, ossia quello di mestruazioni e parto: il concetto viene successivamente adottato e sviluppato dal buddhismo con una conseguente demonizzazione della sessualità e della mentalità femminile. Le donne ritenute “contaminate” sono proibite dal mettere piede in luoghi sacri e vengono allontanate dai villaggi. Una soluzione proposta da entrambe le religioni è quella dell’attuazione di pratiche purificatorie che tuttavia risolvono il problema solo in parte: gli unici modi che le donne hanno per evitare la condanna all’inferno dovuta al proprio sangue e ottenere l’illuminazione sono incarnarsi in un uomo oppure affidarsi a scritture che sottolineano la loro natura peccaminosa. Il primo capitolo si concentrerà sugli sviluppi storici, sociali e religiosi del periodo Kamakura, e successivamente si esamineranno quelli che il monaco buddhista Mujū Dōkyō definisce i “sette gravi vizi femminili”. Nella seconda parte del capitolo si parlerà invece del mercato della prostituzione e, infine, ci si concentrerà sulla concezione di stupro. All’interno del secondo capitolo verranno illustrati gli svariati termini per indicare purezza e impurità; subito dopo si discuteranno i modi in cui le persone possono “contrarre” l’impurità come anche i riti impiegati per ripristinare uno stato di purezza. In seguito verrà analizzato il Sutra del Loto con particolare attenzione al capitolo “Devadatta”, al personaggio della Principessa Drago e allo henjo nanshi, la trasformazione da donna a uomo con il fine di raggiungere la buddhità. Nel terzo e ultimo capitolo si procederà a parlare di sangue mestruale, di quello del parto e del loro sviluppo da impurità “temporanee” a motivi di condanna delle donne dopo la morte: verrà trattato il Sutra del lago di sangue, compresa la sua ambivalenza in quanto materiale discriminatorio e talismano che, diffuso dalle bikuni di Kumano, permette alle donne di assicurarsi la salvezza in modo autonomo. Infine si analizzerà il nyonin kinsei, l’allontanamento delle donne dalle montagne sacre. it_IT
dc.language.iso it it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Alice Penucchini, 2023 it_IT
dc.title Le donne nelle religioni giapponesi medievali: purezza e impurità it_IT
dc.title.alternative Le donne nelle religioni giapponesi medievali: purezza e impurità it_IT
dc.type Master's Degree Thesis it_IT
dc.degree.name Lingue e civiltà dell'asia e dell'africa mediterranea it_IT
dc.degree.level Laurea magistrale it_IT
dc.degree.grantor Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea it_IT
dc.description.academicyear LM_2022/2023_sessione-autunnale it_IT
dc.rights.accessrights openAccess it_IT
dc.thesis.matricno 881924 it_IT
dc.subject.miur M-STO/06 STORIA DELLE RELIGIONI it_IT
dc.description.note it_IT
dc.degree.discipline it_IT
dc.contributor.co-advisor it_IT
dc.subject.language GIAPPONESE it_IT
dc.date.embargoend it_IT
dc.provenance.upload Alice Penucchini (881924@stud.unive.it), 2023-10-02 it_IT
dc.provenance.plagiarycheck Silvia Rivadossi (silvia.rivadossi@unive.it), 2023-10-16 it_IT


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