Scandals at the Venice Biennale The cases of Gino De Dominicis, Gran Fury, and Christoph Büchel

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dc.contributor.advisor Bertele', Matteo it_IT
dc.contributor.author Coradeschi, Letizia <1997> it_IT
dc.date.accessioned 2021-10-05 it_IT
dc.date.accessioned 2022-01-11T09:27:37Z
dc.date.available 2022-01-11T09:27:37Z
dc.date.issued 2021-10-21 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/20506
dc.description.abstract Fin dall'inizio, la Biennale di Venezia è stata caratterizzata da molti scandali; alcuni di essi hanno avuto anche effetti positivi sull’Esposizione Internazionale stessa, generando la curiosità del pubblico, e sulla carriera dell'artista coinvolto. Quindi, anche se i vari Commissari per le Arti Figurative hanno solitamente cercato di evitare di suscitare scalpore, quest'ultimo appare come un elemento imprescindibile dell'evento. Nella mia tesi, ho deciso di analizzare tre progetti che hanno fatto scalpore in tre diverse edizioni della mostra. La prima è Seconda Soluzione d'Immortalità (L'Universo è Immobile) di Gino De Dominicis, che presentò quest'opera alla Biennale per le Arti Figurative nel 1972. Questo lavoro è stato considerato oltraggioso perché Gino De Dominicis ha esposto un giovane con sindrome di Down come parte dell'installazione, l'artista e il suo assistente sono stati persino citati in giudizio per elusione di un incapace. Il secondo è The Pope and the Penis del collettivo di artisti Gran Fury, che ha proposto questo lavoro per la Biennale di Arti Figurative del 1990 per cercare di sensibilizzare sull'epidemia di AIDS e condannare il punto di vista della Chiesa cattolica sulla contraccezione. L'ultimo progetto che ho scelto di analizzare è The Mosque di Christoph Büchel, presentato nel 2015. Questo lavoro ha creato scalpore perché l'artista ha allestito la moschea in una chiesa sconsacrata ed è diventata un luogo di culto funzionante per i musulmani, che non ne avevano mai avuto uno prima. Oltre ai progetti stessi, una parte fondamentale della tesi è dedicata all’impatto di questi scandali sulla stampa e sulla critica d'arte e al provare a rispondere alla domanda: questi scandali artistici hanno avuto solo un effetto mediatico effimero o nascondevano un aspetto più riflessivo? it_IT
dc.language.iso en it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Letizia Coradeschi, 2021 it_IT
dc.title Scandals at the Venice Biennale The cases of Gino De Dominicis, Gran Fury, and Christoph Büchel it_IT
dc.title.alternative Scandals at the Venice Biennale: the cases of Gino De Dominicis, Gran Fury and Christoph Büchel. it_IT
dc.type Master's Degree Thesis it_IT
dc.degree.name Economia e gestione delle arti e delle attività culturali it_IT
dc.degree.level Laurea magistrale it_IT
dc.degree.grantor Scuola in Conservazione e Produzione dei Beni Culturali it_IT
dc.description.academicyear 2020/2021_sessione autunnale_181021 it_IT
dc.rights.accessrights openAccess it_IT
dc.thesis.matricno 974930 it_IT
dc.subject.miur L-ART/03 STORIA DELL'ARTE CONTEMPORANEA it_IT
dc.description.note it_IT
dc.degree.discipline it_IT
dc.contributor.co-advisor it_IT
dc.date.embargoend it_IT
dc.provenance.upload Letizia Coradeschi (974930@stud.unive.it), 2021-10-05 it_IT
dc.provenance.plagiarycheck Matteo Bertele' (matteo.bertele@unive.it), 2021-10-18 it_IT


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