Arthakriyā: la prassi enunciativa nella filosofia di Dharmakīrti

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dc.contributor.advisor Squarcini, Federico it_IT
dc.contributor.author Galiazzo, Lizzy Catherine <1990> it_IT
dc.date.accessioned 2017-06-21 it_IT
dc.date.accessioned 2017-09-29T13:01:22Z
dc.date.issued 2017-07-07 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/10771
dc.description.abstract La filosofia di Dharmakīrti (540–600; o 600–660 d.C.), insieme con quella del suo predecessore Dignāga (480-540 d.C.), ha svolto un ruolo importante nel contesto delle teorie di logica buddhista nel subcontinente indiano. In particolare, la dottrina della 'transitorietà' di Dharmakīrti risulta cruciale nel suo sistema filosofico in quanto si sofferma su alcuni concetti chiave che, oltre ad essere innovativi rispetto alle tradizioni precedenti, richiedono tuttora uno studio approfondito. Uno di questi è il concetto di arthakriyā, composto sanscrito tradotto e interpretato nella tradizione degli studi con più significati e diverse sfumature: 'azione intenzionale', 'efficienza causale', 'realizzazione di uno scopo', 'operazione efficiente'.1 Si vuole, nella presente dissertazione, delineare un quadro introduttivo per lo studio dell'apparato epistemologico di Dharmakīrti, concentrandosi, in un secondo momento, nell'analisi del concetto di arthakriyā, la sua origine e la sua incidenza nella formulazione del suo pensiero. Si prenderanno in considerazione le opere principali di Dharmakīrti in cui risulti il termine arthakriyā e la sua interpretazione nella letteratura commentariale a lui postuma. Il presente studio vuole soffermarsi, grazie all'analisi del concetto di arthakriyā nel contesto tanto epistemologico quanto linguistico, sul legame indissolubile tra la teoria del linguaggio e una teoria della conoscenza. Ciò sarò reso possibile, otre allo studio di fonti primarie, anche con l'ausilio di studi comparati come le teorie semiotiche e del linguaggio formulate nel contesto della produzione scientifica occidentale. Si cercherà di fornire, in conclusione, un'ipotesi interpretativa sul portato semantico di arthakriyā, su come esso funga da snodo cruciale da cui srotolare, partendo dal segno linguistico, la questione sull'attribuzione del significato e la rappresentazione della realtà. it_IT
dc.language.iso it it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Lizzy Catherine Galiazzo, 2017 it_IT
dc.title Arthakriyā: la prassi enunciativa nella filosofia di Dharmakīrti it_IT
dc.title.alternative Arthakriyā: la prassi enunciativa nella filosofia di Dharmakīrti it_IT
dc.type Master's Degree Thesis it_IT
dc.degree.name Lingue e civiltà dell'asia e dell'africa mediterranea it_IT
dc.degree.level Laurea magistrale it_IT
dc.degree.grantor Dipartimento di Studi sull'Asia e sull'Africa Mediterranea it_IT
dc.description.academicyear 2016/2017 sessione estiva it_IT
dc.rights.accessrights closedAccess it_IT
dc.thesis.matricno 841555 it_IT
dc.subject.miur L-OR/19 LINGUE E LETTERATURE MODERNE DEL SUBCONTINENTE INDIANO it_IT
dc.description.note it_IT
dc.degree.discipline it_IT
dc.contributor.co-advisor it_IT
dc.subject.language HINDI it_IT
dc.date.embargoend 10000-01-01
dc.provenance.upload Lizzy Catherine Galiazzo (841555@stud.unive.it), 2017-06-21 it_IT
dc.provenance.plagiarycheck Federico Squarcini (federico.squarcini@unive.it), 2017-07-03 it_IT


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