Cappuccetto rosso si è persa. Giovani e politica a Borgo Valsugana alla fine degli anni '70

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dc.contributor.advisor Casellato, Alessandro it_IT
dc.contributor.author Garbari, Silvia <1972> it_IT
dc.date.accessioned 2016-02-10 it_IT
dc.date.accessioned 2016-05-04T11:45:08Z
dc.date.available 2017-07-03T13:55:58Z
dc.date.issued 2016-02-23 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/7463
dc.description.abstract 10 novembre 1979. Un gruppo di giovani decide di occupare un appartamento sfitto da anni. Sono impegnati politicamente e da tempo denunciano all’Amministrazione comunale e alla cittadinanza i problemi derivanti da una anomala situazione degli alloggi in paese. Sono gli anni della contestazione, della volontà di partecipazione e, per alcuni, sono gli anni in cui l’impegno politico si coniuga con il coraggio di assumersi dei rischi. Infatti, la sera stessa dell’occupazione, un’incursione dei carabinieri dà luogo al loro arresto. Otto persone arrestate, sette delle quali sono ragazzi e ragazze appartenenti al Comitato sociale per la casa, mentre l’ottava è un padre la cui famiglia vive in una casa fatiscente. L'accusa: violazione di domicilio. Dalla caserma del paese vengono trasferiti al carcere di Trento, dove passano tutta la notte. L'indomani vengono rilasciati perché la denuncia del proprietario dell'immobile, il signor Dallaserra, è stata ritirata. Tutto questo è avvenuto nel mio paese di origine e tra le persone arrestate c’era mia sorella. Io ero ancora piccola, ma nei miei ricordi rimanevano le ansie che percepivo dai miei genitori e la voglia di capire quale forza avesse spinto un gruppo di ragazzi a mettersi in gioco così, rischiando anche una limitazione della loro libertà. L'attività di questo gruppo di ragazzi s’incentrava sulla denuncia di disagi vissuti da parti della popolazione: i giovani, gli operai, i meno abbienti. La loro speranza: il venir meno dei privilegi. Gli echi di ciò che avveniva nei movimenti giovanili delle grandi città avevano contribuito a dare senso a un agire comune, un agire speso per cercare di perseguire una dignità per tutti, un agire che, in certi casi, si era trasformato, era divenuto violento e pericoloso. Le speranze di un mondo migliore erano ancora forti e vibranti, l’individualismo distante. Oggi, a quasi quarant'anni di distanza, ho voluto riportare alla luce questa storia, attraverso le testimonianze dei protagonisti, raccogliendone i ricordi, ma anche i documenti dei loro archivi personali e le fonti giornalistiche, nel tentativo di capire cosa si è spento, come è andata riducendosi la capacità di un pensiero critico, dove si è persa la volontà di reagire, di rischiare. it_IT
dc.language.iso it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Silvia Garbari, 2016 it_IT
dc.title Cappuccetto rosso si è persa. Giovani e politica a Borgo Valsugana alla fine degli anni '70 it_IT
dc.title.alternative it_IT
dc.type Bachelor Thesis it_IT
dc.degree.name Storia dal medioevo all'età contemporanea it_IT
dc.degree.level Laurea magistrale it_IT
dc.degree.grantor Dipartimento di Studi Umanistici it_IT
dc.description.academicyear 2014/2015, sessione straordinaria it_IT
dc.rights.accessrights embargoedAccess it_IT
dc.thesis.matricno 819572 it_IT
dc.subject.miur it_IT
dc.description.note it_IT
dc.degree.discipline it_IT
dc.contributor.co-advisor it_IT
dc.provenance.upload Silvia Garbari (819572@stud.unive.it), 2016-02-10 it_IT
dc.provenance.plagiarycheck Alessandro Casellato (casellat@unive.it), 2016-02-22 it_IT


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