I Moriscos dopo l'espulsione

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dc.contributor.advisor Trampus, Antonio it_IT
dc.contributor.author Randolfi, Sara <1985> it_IT
dc.date.accessioned 2013-02-08 it_IT
dc.date.accessioned 2013-04-30T12:42:30Z
dc.date.issued 2013-02-22 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/2751
dc.description.abstract Avendo già svolto e pubblicato uno studio sui moriscos , a partire dal primo editto di espulsione del 1492 fino a quello del 1609, ho scelto di proseguire su questa strada, affrontando di nuovo l’avventura di questo gruppo etnico, minoritario certamente numericamente, ma fondamentale per la Cattolicissima Spagna. Il mio obiettivo è, come già per il primo studio, duplice: da un lato indagare, analizzare e studiare attraverso i documenti originali, reperiti direttamente a Madrid, la vicenda storica che ha caratterizzato la Spagna dal XV al XVIII secolo; dall’altro vorrei dimostrare quanto di emblematico ci sia anche oggi nella storia dei moriscos; quanto di noi, di un mondo in continua espansione e contrazione possiamo riconoscere nell’Europa moderna; quanto ciò che ci accomuna sia molto più forte di ciò che ci divide. Scrivo oggi, a seguito degli spiacevoli venti di guerra che soffiano in tutto il mondo, partendo dal Medio Oriente; scrivo a dodici anni dall’11 settembre, quando le differenze fra Oriente e Occidente ci sembravano tanto acute da essere irrisolvibili; scrivo dopo la vittoria delle elezioni presidenziali statunitensi, quando Barak Obama ribadisce la fine dell’impegno americano e dei suoi alleati in Afghanistan e in Iraq, la fine della missione civilizzatrice in Medio Oriente; scrivo oggi, da Roma, nei pressi di due quartieri popolari, Tor Pignattara e Centocelle, dove le differenze culturali sono ormai una risorsa e non una difficoltà. Scrivo e credo fortemente in ciò che sto dicendo perché la Storia, come i miei grandi maestri, il Prof. Fabrizio Dal Passo e il Prof. Antonio Trampus, mi hanno insegnato, ci sia di monito e non resti lettera morta. Credo e scrivo di un gruppo etnico che ha tentato per secoli di essere riconosciuto, rispettato e soprattutto rappresentato, all’interno di una Spagna che non aveva cittadini, ma solo sudditi, che necessitava di un nemico che unisse la Penisola oltre le divisioni interne. Ebrei e Mori sono stati la prima ragione di unione apparente di una Spagna in evoluzione, ma che ben presto divennero una delle cause della disgregazione del tessuto socio – economico del Paese, infondo mai realmente costituito. it_IT
dc.language.iso it it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Sara Randolfi, 2013 it_IT
dc.title I Moriscos dopo l'espulsione it_IT
dc.title.alternative it_IT
dc.type Bachelor Thesis it_IT
dc.degree.name Relazioni internazionali comparate - international relations it_IT
dc.degree.level Laurea magistrale it_IT
dc.degree.grantor Scuola in Relazioni Internazionali it_IT
dc.description.academicyear 2011/2012, sessione straordinaria it_IT
dc.rights.accessrights closedAccess it_IT
dc.thesis.matricno 831469 it_IT
dc.subject.miur M-STO/02 STORIA MODERNA it_IT
dc.description.note it_IT
dc.degree.discipline it_IT
dc.contributor.co-advisor it_IT
dc.subject.language INGLESE it_IT
dc.subject.language SPAGNOLO it_IT
dc.date.embargoend 10000-01-01
dc.provenance.upload Sara Randolfi (831469@stud.unive.it), 2013-02-08 it_IT
dc.provenance.plagiarycheck Antonio Trampus (trampus@unive.it), 2013-02-11 it_IT


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