Commercio e consumo del caffè nella Repubblica di Venezia nell'età moderna.

DSpace/Manakin Repository

Show simple item record

dc.contributor.advisor Favero, Giovanni it_IT
dc.contributor.author Pappi, Laura <1988> it_IT
dc.date.accessioned 2013-02-10 it_IT
dc.date.accessioned 2013-04-30T09:40:51Z
dc.date.available 2013-04-30T09:40:51Z
dc.date.issued 2013-02-25 it_IT
dc.identifier.uri http://hdl.handle.net/10579/2476
dc.description.abstract Oggi il caffè è un bene essenziale per la nostra cultura. La maggior parte delle persone si sveglia e immediatamente si prepara un caffè, dopo pranzo e dopo cena questa bevanda è considerata quasi un rito di “fine pasto”. Ma quali sono le modalità che l’hanno condotto fino a noi facendolo diventare anche uno “status” della cultura italiana? Alcuni studiosi attribuiscono proprio all'Italia il primato dell’apertura dei cosiddetti Caffè, locali che noi oggi riconosciamo come Bar. Altri invece imputano la scoperta all’Inghilterra. Evidente è che dalla seconda metà del XVII secolo il caffè irrompe nella cultura europea (per poi sbarcare anche in quella d’oltreoceano) eliminando quel gusto per l’alcool che ha tanto caratterizzato il medioevo. Il caffè venne definito come bevanda della ragione e divenne comunemente associato alla nuova classe sociale che stava emergendo, la borghesia, al contrario dell’alcool che si pensava assopisse il cervello e le funzioni intellettuali. Nel primo periodo, al caffè si attribuirono ogni sorta di proprietà benefiche e curative (spesso in netto contrasto tra di loro) e la bevanda guadagnò presto molti sostenitori ma anche acerrimi nemici. Venne vietato dalla Chiesa e anche alcuni movimenti femministi non lo supportarono, sia perché escluse dalle coffeehouse, sia perché qualche detrattore aveva pubblicato opuscoli in cui si predicava l’effetto collaterale dell’impotenza in coloro che ne facevano abuso. Nonostante tutti i provvedimenti contro a questa sostanza, i chicchi di caffè sono giunti fino a noi, addirittura diventando un simbolo dell’italianità nel mondo. In questo lavoro si è cercato di prendere in considerazione la storia e la nascita del caffè come bene destinato alla tavola di tutte le classi sociali e come si sia diffusa questa sostanza alle origini, con particolare riferimento alla realtà veneziana. È nel 1624 che giunge a Venezia il primo vero carico massiccio di caffè, ma in realtà esso esisteva già da qualche tempo prima nella penisola (preceduto dall'inserimento della cioccolata). Mentre il primo vero e proprio Caffè italiano venne istituito, sempre nella Serenissima, nel 1683. Da questo nascono tutti i problemi ed i vantaggi che accompagnano il commercio, dall’illegalità a corporazioni che vogliono assicurarsi il primato di smercio e propongono nuove regole per evitare l’abusività. Grazie allo studio di alcuni documenti conservati presso l’Archivio di Stato di Venezia si sono studiati questi fenomeni che verranno descritti ampiamente all'interno della tesi. it_IT
dc.language.iso it it_IT
dc.publisher Università Ca' Foscari Venezia it_IT
dc.rights © Laura Pappi, 2013 it_IT
dc.title Commercio e consumo del caffè nella Repubblica di Venezia nell'età moderna. it_IT
dc.title.alternative it_IT
dc.type Bachelor Thesis it_IT
dc.degree.name Relazioni internazionali comparate - international relations it_IT
dc.degree.level Laurea magistrale it_IT
dc.degree.grantor Scuola in Relazioni Internazionali it_IT
dc.description.academicyear 2011/2012, sessione straordinaria it_IT
dc.rights.accessrights openAccess it_IT
dc.thesis.matricno 835655 it_IT
dc.subject.miur SECS-P/12 STORIA ECONOMICA it_IT
dc.description.note it_IT
dc.degree.discipline it_IT
dc.contributor.co-advisor it_IT
dc.subject.language INGLESE it_IT
dc.date.embargoend it_IT
dc.provenance.upload Laura Pappi (835655@stud.unive.it), 2013-02-10 it_IT
dc.provenance.plagiarycheck Giovanni Favero (gfavero@unive.it), 2013-02-11 it_IT


Files in this item

This item appears in the following Collection(s)

Show simple item record